Trattativa Stato mafia, chiesti 12 anni per Dell'Utri e 15 per il generale Mori

La Procura di Palermo ha chiesto 12 anni di carcere per l’ex senatore Marcello Dell’Utri accusato di minaccia a corpo politico dello Stato nell’ambito del processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Più alta la pena richiesta per il generale Mario Mori per il quale i pm di Palermo chiedono 15 anni di carcere.  Per il boss mafioso Leoluca Bagarella i pm Vittorio Teresi, Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, hanno invece chiesto la condanna a 16 anni di reclusione, mentre per il boss Antonino Cinà, accusato come Bagarella di violenza e minaccia a corpo politico dello Stato, sono stati chiesti 12 anni di reclusione. Per il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, la Procura ha chiesto il non doversi procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione. E ancora: per Nicola Mancino sono stati chiesti sei anni per falsa testimonianza. Mentre per quanto riguarda Massimo Ciancimino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, la Procura sollecita alla corte d’assise la condanna a 5 anni di carcere per l’accusa di calunnia e il non doversi procedere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, perché prescritto. La dichiarazione del doversi procedere "per la morte del reo" è stata chiesta alla fine della requisitoria dai pm di Palermo per il capomafia Totò Riina morto lo scorso 17 novembre nell’ambito del processo sulla trattativa tra Stato e mafia.

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