Ecco i fuochi “da sira o tri”: Catania si accende per Sant'Agata

Le celebrazioni in onore della Patrona entrano nel vivo con il tradizionale appuntamento pirotecnico. Da quinta le musiche della Corale e dell’orchestra GUARDA LA FOTOGALLERY Ore 20. All’interno della piazza Duomo ci sono quasi seimila cinquecento persone: la sicurezza è massima, come l’attesa della gente, che è accalcata gomito a gomito, faccia contro spalla. Tra loro e la Cattedrale un muro di transenne. Gli sguardi sono comunque trasognanti mentre Ornella Ponzio presenta la corale “G. Tovini” di Catania - diretta dal Maestro Pietro Valguarnera - e l’orchestra di fiati “G. Muraglia” di Acireale - diretta dal Maestro Salvo Miraglia - che aprono il concerto con i consueti Inni a Sant’Agata. Possenti le voci del soprano Piera Bivona, del tenore Francesco La Spada e del baritono Salvo Todaro. Purtroppo non sono mancati gli interventi della protezione civile, volontari al servizio della città, di cui ne ricordiamo l’importante lavoro svolto. Ore 20:18. Le luci in piazza si spengono, il comico e showman Carmelo Caccamo prende il microfono e canta la sua poesia per la Patrona, dal titolo (nemmeno a dirlo) “Sant’Aiutuzza”. Ore 20:28. Inizia lo spettacolo d’acqua con getti a tempo di musica, nel mentre un drone sorvola le teste della gente e riprende ciò che nessuno, dalla propria prospettiva, avrebbe mai potuto vedere in diretta. E a proposito di diretta, gli appassionati dei social hanno dovuto fare i conti con l’intasamento della rete, che ha impedito loro di condividere senza scarti di tempo il proprio punto di vista, così che tutti hanno optato per la registrazione di video da caricare nel web in un secondo momento. Fiato sospeso quando dall’acqua spunta il fuoco, ardente come una deviazione che nemmeno la pioggia della mattina è riuscita a spegnere. Ore 20:43. Il primo “botto” avvisa che “a sira ‘o tri” sta per entrare nel vivo con l’esibizione piro-musicale dei fratelli Vaccaluzzo (da oltre vent’anni fuochisti dei festeggiamenti di Sant’Agata), durati fino alle 21 circa. La serata è proseguita con la seconda parte del concerto di Sant’Agata con il consueto omaggio a Vincenzo Bellini, tra corde di violini e l’inebriante odore di crispelle calde.  

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